Il termine “creativita’” e’ ormai entrato di prepotenza nella scuola: non c’e’ programmazione che non gli dedichi una parte di rilievo nelle premesse teoriche che precedono gli obiettivi da realizzare. Insomma ha per i più una valenza positiva, anche se molto spesso viene intesa in senso riduttivo: si parla di creativita’ solo nell’ambito delle attivita’ espressive dove invece si dovrebbe parlare più esattamente di fantasia o immaginazione. “Promuovere la capacita’ creativa equivale a promuovere nel fanciullo la consapevolezza del suo modo di essere” La grammatica della fantasia, nell’intenzione di Rodari, non e’ altro che “una proposta da mettere accanto a tutte le altre che tendono ad arricchire di stimoli l’ambiente (casa o scuola non importa) in cui il bambino cresce”.

 

Come le principesse nei racconti dei nonni, Omegna si guarda allo specchio, sorpresa della propria bellezza timida e misurata.

La magia di favole e fiabe riporta sempre di uno specchio magico: il nostro, il Lago d’Orta, trasforma effettivamente ciò che su di lui s’affaccia.

Chi conosce Omegna, infatti, sa di vecchie fabbriche ora piene di giochi, ciminiere che arrossiscono, canali che scorrono al contrario, strade bucate da fiori, piazze attraversate da arcobaleni..

Ecco perche’ Rodari non poteva che essere di Omegna: la citta’ che si trasforma e ti trasforma perche’ con la fantasia riflette e fa riflettere.

 

Guarda: 

Laboratori Teatri, Uscite